Assessing the attractiveness of a foreign market in three stages

Il branding è un aspetto cruciale per il successo di un’azienda, sia che si tratti di una multinazionale che di una PMI, una “piccola e media impresa”, una tipologia d’impresa che costituisce una parte essenziale del tessuto economico e sociale italiano.

In un mercato sempre più competitivo, il branding è un fattore determinante per farsi notare e distinguersi e dalla concorrenza, e ciò vale a maggior ragione per le PMI.

In questo articolo vedremo perché il branding è fondamentale per le PMI e come possa aiutarle a raggiungere i loro obiettivi di crescita e successo.

Che cosa si intende per branding

Innanzitutto, chiariamo che cos’è il branding. Con questo termine si fa riferimento all’insieme delle attività e strategie volte a creare e sviluppare l’identità e la reputazione di un’azienda o di un prodotto. Si tratta di un processo che coinvolge molteplici aspetti, come la definizione della mission aziendale, la creazione di un logo e di un payoff, la scelta dei colori e dei materiali di marketing, la gestione della presenza online e l’elaborazione di campagne pubblicitarie e di comunicazione.

Il risultato finale del branding è la creazione di un’immagine coerente e riconoscibile che possa aiutare l’azienda a distinguersi dalla concorrenza e a farsi ricordare dai propri clienti.

Un brand comunica la personalità, la reputazione e l’identità dell’impresa e dei prodotti o servizi che rappresenta, creando un’associazione emotiva memorabile con il pubblico di riferimento. Questo aiuta a differenziare i prodotti dai concorrenti e a costruire lealtà e fiducia nel marchio.

In sostanza, un efficace processo di branding consente di stabilire un forte posizionamento del brand (brand positioning), ovvero la percezione che i clienti hanno di una marca rispetto alla concorrenza.

Il branding e il brand positioning sono due aspetti strettamente correlati del processo di creazione e sviluppo dell’identità di un’azienda, dove il branding fa riferimento alla creazione di tale identità, mentre il brand positioning riguarda la percezione che i clienti hanno dell’identità di marca rispetto alla concorrenza.

Perché il brand è importante per le PMI

Il brand è un fattore chiave per il successo di un’azienda, e in particolare per le PMI, per diversi motivi:

  • aumenta la visibilità: le PMI spesso lottano per farsi notare in un mercato saturo e competitivo. Un branding efficace consente loro di attirare l’attenzione dei clienti e differenziarsi dalla concorrenza grazie a un’immagine coerente e distintiva;
  • aumenta il valore percepito dei prodotti e dei servizi offerti dall’azienda, rafforzandone il posizionamento sul mercato;
  • costruisce fiducia: un brand forte e affidabile aumenta la fiducia dei clienti nei confronti dell’azienda e dei suoi prodotti, migliorandone la reputazione;

 

  • sostiene la crescita e la presenza dell’azienda sul mercato a lungo termine: investire nel branding consente alle PMI di costruire una solida presenza sul mercato a lungo termine, favorendo la crescita e il successo dell’azienda;
  • attira nuovi clienti: un brand ben costruito attira l’attenzione dei potenziali clienti e aumenta le possibilità di acquisirne di nuovi.

Non investire nel branding è una scelta molto rischiosa per una PMI: per il principio secondo cui “si comunica anche stando in silenzio”, se non è l’impresa stessa a stabilire, comunicare e controllare il proprio brand, probabilmente saranno il mercato e i consumatori a farlo, anche grazie all’accelerazione data dai mezzi digitali. A quel punto, l’azienda non potrà controllare la propria reputazione, e questo può essere un grande guaio.

Come rafforzare il brand?

Come abbiamo detto all’inizio, le PMI sono considerate una presenza fondamentale nel panorama italiano, eppure le piccole e medie imprese in Italia si trovano quotidianamente di fronte a molte criticità.

In particolare, tante piccole e medie imprese italiane mostrano grandi difficoltà a stabilire un forte posizionamento del brand, e come abbiamo visto un branding poco efficace è un elemento di debolezza per le imprese.

Ma come rafforzare il brand? Ci sono diversi modi per farlo, tra cui:

  • definire chiaramente la propria identità di marca, a partire dai valori, dalla mission e dalla personalità del brand, che comprende elementi gli elementi di “brand identity” come il logo, il tono di voce, i colori aziendali, la grafica e il design. Questo aiuta a differenziarsi dalla concorrenza e a creare un’immagine coerente e distintiva sul mercato;
  • comunicare in modo coerente, utilizzando lo stesso tono di voce e lo stesso design in tutte le attività di marketing e di comunicazione. La coerenza nella comunicazione aiuta a creare un’immagine forte del brand;
  • costruire relazioni solide con i clienti, attraverso l’offerta di un’esperienza eccellente per i consumatori e la creazione di opportunità per interagire con loro;
  • migliorare la qualità dei prodotti e servizi offerti, rafforzando la reputazione del brand e in questo modo fidelizzando i clienti e differenziandosi dalla concorrenza;
  • investire nel marketing con attività mirate e ben pianificate, in modo da rafforzare la visibilità del brand e a raggiungere nuovi clienti.

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Lavoro con imprese italiane e straniere da oltre 35 anni e sono specializzato nell’aiutare le PMI a rafforzare il loro branding, anche per trovare opportunità di crescita all’estero.

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International expansion offers exciting growth and development opportunities for companies of all sizes and industries. However, choosing the most promising foreign markets for internationalization expansion is a crucial strategic decision requiring careful analysis and planning.

In an ever-changing globalized economic landscape, understanding how to find the countries with the greatest potential for our company is essential for success abroad. Read on to find out how to choose the optimal foreign markets for your company expansion in three phases.

How to choose the most promising foreign markets

Choosing the most promising foreign markets is essential for optimizing the resources to invest in business internationalization.

To evaluate the attractiveness of a foreign market we must gather information on the country at a macroeconomic, social and cultural level and know about tastes and habits, without forgetting to monitor trends and pay attention to tax, legal and customs restrictions. The goal is to define where it is possible to sell our products or services on an on-going basis.

We can divide this process into three stages. Let’s have a look at them.

1. Target country analysis.

The first, fundamental phase involves the collection of information on the reference market. It’s about gathering information on the country at a macroeconomic, social, cultural level and to know about its tastes and habits.

Factors to consider:

  • attractiveness;
  • relevance of its sector;
  • presence of opportunities for the company.

But also:

  • solvency;
  • transaction security;
  • political stability.

The attractiveness of a foreign market must always be related to your own company and product. Furthermore, in this phase it is advisable to analyze a maximum of three or four countries, and then pick one to start with.

2. Competitor analysis

It is vital to study how competitors present themselves on the market to verify that our segment is not already saturated and that there is room for growth. Competitor analysis also serves to understand what the successful marketing strategies are, which can be quite different from those adopted in our domestic market.

The web can help a lot in identifying the success factors of our competitors: tracing their offers and activities allows you to quickly understand how to differentiate yourself and propose customized solutions.

3. Entry barriers analysis

Often, there are government barriers in place limiting access to a foreign market, such as those protecting the local market, which can be tariff or non-tariff ones.

Among government tariff barriers there are customs duties, indirect taxes on the value of imported goods. To reduce duties, the company may decide to transfer some components of the product or carry out all production locally.

Among the non-tariff barriers we can find:

  • quantitative barriers, which limit the imported quantity of certain goods;
  • voluntary restrictions, or agreements affecting the importing country with a voluntary limitation of exports by the exporting country;
  • formal administrative barriers, i.e. laws and regulations of the importing country, including standards, technical standards and consumer protection policies, administrative rules and customs procedures;
  • other barriers such as foreign government regulations or peculiar cultural differences.

When it comes to choosing the most promising foreign markets for your company, therefore, you need to carefully consider the potential impact of such barriers.

Furthermore, setting up a new company abroad involves not only bureaucratic and tax obligations, but also other general costs, which it is important to figure out in advance perhaps by asking for a business internationalization advice to an industry professional.

To expand your business abroad you also need to know HR regulations, the most common types of commercial contracts and tax deadlines.

Once all these aspects have been considered, you will concretely have the necessary elements to evaluate the attractiveness of a foreign market and decide if a country is the right one to expand your business.

Focus on the markets with the best probability-investment ratio

After carrying out the just described detailed analysis, in evaluating the attractiveness of a foreign market the logic is to focus on countries with the best expected probability-investment ratio and leave unprofitable or risky markets apart.

To do this, choosing the critical success factors for our company and placing them in order of importance based on the specificity of the segment, product and market context is a necessary step. Typically, the three most relevant critical factors are:

  • proximity of the target country, which implies greater possibility of controlling costs, actions and culture;
  • reduced export complexity and ease of reaching customers;
  • appeal to the market of our products.

Having done that, we can assign a score to all these criteria, to then carry out an ad hoc analysis and identify the two or three markets that maximize the probability of success in relation to the investment.


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